I 5 TIPI DI VACANZE ESTIVE

Ora che anche i maturandi si sono maturati, l’estate è arrivata per tutti e con essa i 5 tipi di vacanze estive. Vediamo quindi questi 5 tipi di vacanze estive, cercando anche di dare consigli per un viaggio da soli o in compagnia a chi di fantasia non ne ha!

#MARE

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Un grande classico delle vacanze estive. Caraibico, mediterraneo, artico, antartico: ce ne è per tutti i gusti. Le sue parole d’ordine sono divertimento, libertà e spensieratezza. Ma il mare è anche ore e ore di seduta solare per cercare di acquisire la tanto agognata tintarella, con ustioni assicurate i primi giorni. Insomma, paradiso e inferno: il suo gusto agrodolce lo inserisce di regola nella classifica dei 5 tipi di vacanze estive!

#COLLEGE

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“Mamma, posso andare a studiare inglese al college?” “Certo!”. Eh sì, è proprio questa la scusa per ottenere le classiche due o tre settimane in Inghilterra o in Irlanda. Al ritorno a casa, zero inglese ma tante emozioni che restano nel cuore e tante storie da raccontare: amori, cotte, baci proibiti e lo spadroneggiare tipico italiano all’interno del college (il massimo della romanticità).

Insomma, vivere nel college è un’esperienza unica e per questo motivo entra automaticamente nella classifica dei 5 tipi di vacanze estive!

#INTERRAIL

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Che dire? L’interrail è il viaggio dell’amicizia. Proprio così: non c’è modo migliore di consolidare un’amicizia che girare vari stati stando a stretto contatto l’uno con l’altro. Anche qui un turbinio di emozioni uniche che porterete tutte con voi al ritorno, sempre tristissimo, a casa: vi mancheranno persino le litigate con i vostri compagni d’avventura. Terribilmente. Assolutamente uno dei migliori 5 tipi di vacanze estive.

#CITTA’

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E’ questa la meta più ambita dagli amanti della cultura (o da chi si spaccia tale agli occhi della mamma).  Prendiamo Amsterdam, presa d’assalto da moltissimi italiani ogni anno: il museo Van Gogh, il Rijksmuseum con la sua incredibile collezione di arte fiamminga, l’Hermitage dedicato alla storia russa e molto altro. Quale miglior alibi per nascondere al proprio genitore lo spasso delle coffee houses? Nessuno. Di diritto nella classifica dei 5 tipi di vacanze estive.

#MONTAGNA

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La vacanza del filosofo, dell’intellettuale e dell’eremita. Di chi cerca la propria identità e il proprio ego, di chi cerca l’elevazione spirituale e il raggiungimento del nirvana tramite l’annullamento del corpo. Oppure di chi cerca rimorchiare atteggiandosi a filosofo o intellettuale. Spesso è prevalente la seconda categoria!

TROVARE BORSE DI STUDIO UNIVERSITARIE NON E’  MAI STATO COSI’ FACILE!

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Nasce la European Funding Guide, motore di ricerca che permette di trovare le borse di studio universitarie nella UE più adatte al profilo dello studente. Il software raccoglie oltre 12.300 borse di studio. Mica poco!

laureaIl motore di ricerca, innanzitutto, sfata “i 5 miti relativi alle borse di studio” in cui tutti caschiamo:

1) “Tutte le borse di studio sono assegnate in base al merito”. Non è vero: c’è un’ampia varietà di criteri, dal lavoro dei genitori del richiedente al suo luogo di residenza.

2) “Ci sono sono pochi enti che offrono borse di studio”. Falso, sono numerosissimi e propongono borse di studio dal valore totale di 27 miliardi di euro!

3) “Bisogna frequentare il primo semestre del corso di studi per richiedere una borsa di studio”. Sbagliato pure questo. Le borse di studio sono a disposizione 12 mesi all’anno!

4) “Troppi studenti richiedono le borse di studio”. No! I due terzi degli studenti europei non le hanno mai richieste.

5) “Richiedere una borsa di studio è un processo lungo e faticoso”. Non è vero: bastano pochi click!

E allora perché non provare? Ottenere borse di studio adatte alle proprie esigenze è semplicissimo! Basta seguire questi cinque punti!

1) È necessario, innanzitutto, riempire il questionario online. Si richiede il grado di studi, la nazione e la disciplina accademica del candidato. Non vi fate intimorire, però: bastano pochi minuti.

2) Una volta effettuata la ricerca, compariranno le migliori borse di studio adatte alle esigenze del richiedente. Sceglietene una o più!

3) Inviate il vostro CV e la lettera di presentazione e attendete pazientemente: la stessa European Funding Guide avverte gli studenti che prima che gli enti universitari esaminino le vostre richieste ci vuole del tempo.

4) Se siete fortunati verrete ricontattati e vi verrà chiesto di partecipare ad un colloquio di gruppo, la cosiddetta “group discussion”. Lo scopo di questo colloquio è comparare direttamente i candidati.

5) A questo punto, se verrete scelti, otterrete l’agognata borsa di studio. Buono studio!

IL VOTO NON CONTA! I VOTI DI MATURITA’ DI 7 VIP

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Il voto non conta! Tante sono le persone che hanno avuto successo nella vita pur non avendo raggiunto ottimi risultati all’esame di maturità. Tra queste, anche questi 7 vip. Cosa dimostra ciò? Ovvio, il voto non conta!

 

# LUCA BIZZARRI

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La scuola non era il punto forte del famoso showman del duo Luca&Paolo. Alla maturità è uscito con 42/60 che corrisponde a 70/100. Non proprio un ottimo risultato. Ma ragazzi, il voto non conta! Ora è un uomo di successo, con numerosi film e programmi TV all’attivo, tra cui l’intramontabile “Camera Café”. Chapeau!

 

# MARIO BALOTELLI

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Anche per Mario Balotelli il voto non conta. Il famoso calciatore italiano, noto alle cronache di tutto il mondo per il suo carattere un po’ vivace, è riuscito a prendere la maturità nel 2010 all’Istituto tecnico commerciale. Voto? 60/100. Si dice che ora disponga di 200 milioni di euro. Alla faccia del 60!

 

# FRANCESCO SOLE

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La webstar 25enne, all’anagrafe Gabriele Dotti, si è diplomato con 77/100. Ora è uno youtuber in voga. I suoi video contano milioni di visualizzazioni e i suoi profili social molti click. Che dire? Il voto non conta.

 

# STANLEY KUBRIK

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Nonostante il suo Q.I. superiore alla media, il celebre regista, passato alla storia per i film “Shining”, “Arancia Meccanica” e “2001: Odissea nello spazio”, ha sempre avuto un rapporto molto difficile con la scuola, diplomandosi con voti bassi che non gli hanno consentito l’accesso al college. Ora il suo nome è immortale. Sulla sua carriera quanto ha influito il suo voto di maturità? Nulla, perché il voto non conta!

 

# QUENTIN TARANTINO

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A dimostrare ancora una volta che il voto non conta, c’è la storia del famosissimo regista americano. Stanco dello studio, ha lasciato la scuola e perciò non ha mai conseguito il diploma. Chissà, magari se si fosse diplomato non avremmo avuto film come “Pulp Fiction” e “Kill Bill”!

 

# JOHNNY DEEP

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Stessa storia per Johnny Depp. Come un pirata, se l’è svignata dalla scuola per dedicarsi a tempo pieno ad una sua grande passione: la musica. Poi la vita per lui ha preso un’altra piega, come sappiamo. Del diploma nessuna traccia anche per lui!

 

# GIGI BUFFON

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Il portierone azzurro si è fatto più furbo dei precedenti. Ha presentato un falso diploma per iscriversi alla facoltà di giurisprudenza all’università di Parma. Una volta scoperto, si è beccato una denuncia per falso e truffa. Come è andata a finire? Ha patteggiato la pena a sei milioni di lire, circa 3000€.

I 5 MIGLIORI CAMPUS ESTIVI DI VOLONTARIATO

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I campus estivi di volontariato sono un’opportunità per i ragazzi di fare una vacanza utile per il mondo, ma allo stesso tempo molto divertente e coinvolgente. Abbiamo, quindi, segnalato qui i migliori 5 campus estivi di volontariato. Ma attenzione! I posti sono pochi, affrettatevi.

#AMNESTY SUMMER CAMP

amnestyPer chi ha a cuore i diritti umani questa è la vacanza giusta! La nota onlus propone, infatti, dei campus estivi in tutta Italia dedicati a temi quali la discriminazione, l’immigrazione e la tortura. Insomma, una vacanza diversa per riflettere sui diritti umani!

#ORTO A LAMPEDUSA

Terra Camp 2017L’onlus “Terra!” propone un campus estivo di volontariato a Lampedusa. Il progetto, che si compone di lezioni teoriche e pratiche, prevede la coltivazione di un orto ecologico, non trascurando, però, la realtà e la storia dell’isola alle porte dell’Europa. Vengono, inoltre, insegnate ai ragazzi piccole tecniche di edilizia, come la costruzione di un muretto a secco o una casetta con canne di bambù. Da non perdere!

#DESTINAZIONE ZAMBIA

zambiaLe associazioni “Archè” e “Amami” propongono ai ragazzi interessati la partecipazione a una missione dei padri Gesuiti in Zambia. Il campus consiste nel prestare assistenza ai locali bambini orfani, soprattutto sul piano dell’istruzione. Prevede, inoltre, visite della realtà locale. Si paga solo il viaggio aereo e l’assicurazione; non obbligatoria, ma consigliata, una donazione per la missione.

#LUNARIA

lunariaL’associazione di volontariato “Lunaria” propone  moltissimi campus estivi di lavoro, in Italia come in Europa. I ragazzi possono vivere un’esperienza solidale e coinvolgente insieme a moltissimi loro coetanei provenienti da tutta Europa. Si può scegliere di dedicarsi all’agricoltura, all’edilizia, o alla tutela del patrimonio culturale ed ambientale. Si paga solo l’iscrizione e il viaggio per questo campus estivo!

#«ESTATE LIBERI»

liberaQuesto campus estivo, organizzato dall’associazione “Libera” di don Ciotti, propone esperienze di impegno e di formazione sui terreni confiscati alle mafie. L’obbiettivo è quello di diffondere «una cultura fondata sulla legalità democratica e sulla giustizia sociale, che possa efficacemente contrapporsi alla cultura della violenza, del privilegio e del ricatto». Un buon motivo per scegliere questo campus estivo!

LO SPINNER

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Lo spinner è l’oggetto più in voga al momento, tanto che, nella classifica dei giocattoli più venduti da Amazon.it, occupa stabilmente da settimane le prime 30 posizioni. Tuttavia, pochi sanno che non è un gioco: lo spinner è uno strumento per alleviare lo stress e favorire la concentrazione.

spinner 1Lo spinner consiste in una trottola, il cui corpo rotante ha come perno un cuscinetto centrale che è tenuto fermo dalle dita. Le dita colpiscono le pale esterne che, così, si muovono a gran velocità. Il movimento è fluido e continuo e può durare diversi minuti. Lo spinner può essere di diversi materiali, tra cui ottone, acciaio inossidabile, titanio, rame, ceramica o plastica, che ne determinano la velocità di rotazione e il suono prodotto dal movimento.

 

La sua invenzione risale al 1993. In quell’anno, una donna, Catherine Hettinger, affetta da miastenia gravis, una malattia neuromuscolare che la rendeva debole,  inventò lo spinner affinché potesse impegnare la figlia al suo posto.

Brevettò l’invenzione nel 1997 e provò a venderla a diverse aziende produttrici di giocattoli: rifiutarono tutte, non trovandone possibilità di vendita. Il brevetto scadde nel 2005, perché l’inventrice non poteva pagare i 400 dollari necessari per rinnovarlo. Perciò, ora chiunque può produrre spinner.

Solo nel dicembre 2016 sono diventati popolari, grazie ad un articolo  sulla rivista Forbes, intitolato “I fidget spinner sono i giochi da ufficio da avere nel 2017”. Da allora, l’argomento è diventato virale sul web, e soprattutto su YouTube, dove molti utenti filmano i loro trucchi con lo spinner.

Ma lo spinner davvero favorisce la concentrazione e allevia lo stress?

Secondo qualcuno sì, grazie al movimento rapido e ipnotico della trottolina attorno all’asse costituito dalla sfera.

Ha prevalso, però, l’aspetto del gioco. L’attenzione la si perde e non la si acquista, al punto che le insegnanti hanno iniziato a proibire l’uso indiscriminato dell’affarino, convinte che più che concentrare distragga.  E poi lo stress non lo si allevia, ma il contrario.

Insomma, se ti girano farlo girare non aiuta!

Una manciata di giorni fa, un articolo del Chicago Tribune ha definito senza mezzi termini questi passatempo “una minaccia per l’America”. Ha ragione? Lo vedremo.

I TRE POSTI PIÙ STRANI DI ROMA

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I tre posti più strani di Roma, pur essendo sorprendenti, sono sconosciuti ai più. In questa breve guida, proveremo a descriverli. Dalla Porta Alchemica alle anamorfosi del convento di Trinità dei Monti, ecco a voi i tre posti più strani di Roma.

#PORTA ALCHEMICA (piazza Vittorio Emanuele II)

-PortaAlchemicaEdificata nella seconda metà del XVII secolo per volere del nobile Massimiliano Palombara, è frutto del forte fermento intellettuale che si affollava intorno alla regina di Svezia Cristina, venuta a Roma dopo aver abdicato.

Questo circolo, che si riuniva a palazzo Riario, era affascinato dalle scienze esoteriche e in particolare dall’idea di trasformare in oro ogni cosa tramite l’utilizzo della pietra filosofale. Proprio uno di questi alchimisti, Francesco Borri, secondo la leggenda, un giorno scomparve, lasciando un foglio pieno di misteriose scritte. Palombara le fece trascrivere sulla porta.

Alla sua sommità, è affisso un grosso disco con un doppio triangolo a forma di stella a sei punte del re Salomone: l’apice inferiore dell’esagramma contiene il simbolo dell’occhio, che simboleggia, allo stesso tempo, l’oro e il sole. Su questo è incisa una scritta misteriosa: “TRI SVNT MIRABILIA DEVS ET HOMO MATER ET VIRGO TRINVS ET VNVS” ovvero “tre sono le cose mirabili: Dio e l’uomo, la madre e la vergine, l’uno e il trino”.

Un vero e proprio concentrato di mistero che fa entrare la porta  alchemica  nella top 3 dei posti più strani di Roma.

#CRIPTA DEI CAPPUCCINI (via Veneto)

cripta cappucciniTra i posti più strani di Roma, non si può non ricordare la cripta dei Cappuccini a via Veneto.

Alla base della Chiesa di Santa Maria della Concezione dei Cappuccini, si trova la famosissima cripta, decorata interamente con le ossa di 4000 frati Cappuccini raccolte tra il 1528 e il 1870. La cripta è divisa in cinque cappellette, che contengono anche alcuni corpi mummificati di frati indossanti l’abito caratteristico dell’ordine.

I visitatori sono avvertiti: Quello che voi siete noi eravamo; quello che noi siamo voi sarete.”

Le ossa compongono tradizionali simboli legati alla morte come clessidre, orologi e farfalle. Falangi e coccigi compongono lampadari che pendono dal soffitto.

La scelta può apparire macabra, ma in  realtà è un modo per ricordare al visitatore che dovrà morire (il celebre “memento mori”) e che il suo corpo non è altro che un contenitore dell’anima e in quanto tale può essere riutilizzato per svariati usi.

#CONVENTO PRESSO LA CHIESA DI TRINITÀ DEI MONTI

Convento_Trinita_Monti_AnamorfosiAlla destra della Chiesa della Santa Trinità dei Monti, si erge il convento costruito per alloggiare i frati Minimi.

Tanti di questi conducevano studi scientifici ed erano interessati all’ottica, alla prospettiva e all’astronomia. Uno in particolare, padre Maignan, dipinse nel convento due anamorfosi (dal greco “ formare di nuovo”), ossia due disegni che assumono diverse forme a seconda della prospettiva da cui li si guarda.

Una di queste due anamorfosi, se vista lateralmente, raffigura San Francesco di Paola, fondatore dell’ordine; se vista frontalmente, però, rappresenta la Calabria, terra natale del santo. L’altro disegno, se visto lateralmente, raffigura San Giovanni che scrive l’Apocalisse; se visto frontalmente, invece, rappresenta l’isola di Patmos, dove il santo, secondo la tradizione, avrebbe avuto una visione di Cristo.

Questa rara e particolare forma d’arte porta di diritto il convento di Trinità dei Monti nella classifica dei posti più strani di Roma!

I 3 TIPI DA VACANZE ESTIVE

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I 3 tipi da vacanze estive sono tornati dopo una pausa lunga un anno. Con la stessa idea dell’anno precedente di approcciarsi all’estate. Vediamo, dunque, i 3 tipi da vacanze estive.

#IL FESTAIOLO

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Per lui l’estate significa festa. Se la spassa ogni sera, ma di giorno sonnecchia sotto l’ombrellone. Vive al momento, non facendo previsioni per il giorno successivo, tanto ogni sera sarà come quella precedente. Riesce a farsi sempre la più bella, che spesso è anche la più scema.

La sua maglietta ha sempre il cavallino. I suoi occhiali sono tondi.

Il suo mezzo preferito di locomozione è la macchinetta. Il motorino gli dà fastidio perché il casco gli schiaccia la chioma splendidamente pettinata. In ogni caso, se dispone di motorino, sappiate che il suo casco è sempre decorato da migliaia di stickers che nella maggior parte dei casi non hanno alcun senso. Sono colorati e basta.

È un tipo da vacanze estive assai diffuso, soprattutto a Roma (nord).

#L’INTELLETTUALE

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Niente, in ogni situazione (dagli schizzi d’acqua al mare alla Peroni ghiacciata al bar la sera) riesce ad infilare una citazione di Platone o di Cartesio. A chi gli chiede perché giri sempre con un libro in mano, spesso molto pesante, risponde che non può fare a meno di nutrirsi dell’insegnamento degli antichi: la realtà è che spera di rimorchiare le ragazze attratte dai tipi intellettuali.

Se fuma, non tocca le Marlboro Gold ma solo tabacchi invecchiati e lavorati senza additivi. Ciò lo porta spesso a preferire i sigari cubani.

Di giorno, è l’unico giovane a girare per la spiaggia con il giornale, rigorosamente di sinistra. Di sera, non abbandona mai la sua camicia (meglio se stravagante) e le sue Clarks.

Odia la birra e beve solo assenzio, perché bevanda più amata dai dandies dell’ ‘800.

Il suo mezzo di locomozione preferito è la bicicletta, meglio se rovinata e tutta sgangherata.

Questo tipo da vacanze estive non è molto diffuso, ma in ogni comitiva ce ne è sempre uno.

#IL SOLITARIO

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È un tipo da vacanze estive assolutamente particolare.

Gli piace stare da solo, per apprezzare meglio la decadenza morale del mondo. Ama fare lunghe passeggiate, assolutamente in solitaria, lungo il bagnasciuga la mattina all’alba. Ama i colori, i rumori e i profumi del mattino: ciò lo porta ad odiare le folle che inondano la spiaggia le domeniche di agosto e ad amare la serenità.

Non dà importanza al modo di vestirsi: che senso ha vestirsi bene se poi un giorno moriremo tutti?

Il suo rigore morale lo contraddistingue tra le masse di ragazzini scalmanati. In spiaggia è conosciuto come quello strano.

Diciamoci la verità: spesso usa il suo fascino malinconico per rimorchiare. Ma sono in poche quelle che riescono a sopportarlo. Purtroppo per lui.

In ogni stabilimento, c’è questo tipo da vacanze estive: malinconico di facciata, ma molto simpatico se lo si conosce bene.

LA PRIVACY SU WHATSAPP

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La privacy su WhatsApp è una questione spinosa per tutti noi utilizzatori di questa applicazione. Non è raro, infatti, chiedersi: “Come posso scambiare messaggi liberamente senza rischiare che qualcuno si impadronisca dei miei dati personali?”

È noto a tutti, infatti, che se da una parte l’applicazione ha rivoluzionato il nostro modo di comunicare, dall’altra la nostra privacy su WhatsApp è in pericolo.

È ormai normale condividere con i nostri contatti le nostre foto, i nostri ultimi accessi all’applicazione e la visualizzazione dei messaggi degli altri.
Arriviamo dunque a condividere la nostra vita con un’indifferenza spaventosa.

Il bello è che non ne possiamo fare a meno: non usare WhatsApp significa isolarsi dal mondo.

Riguardo alla difesa della privacy degli utilizzatori, WhatsApp adotta un atteggiamento ambiguo: permette di proteggere i propri dati personali dagli sguardi indiscreti degli altri utilizzatori semplicemente accedendo alle impostazioni della app (Impostazioni > Account> Privacy) ma rivela ben poco riguardo a quello che conosce su di noi e cosa ne fa di queste informazioni.

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WhatsApp garantisce che i nostri messaggi sono visibili solo dal mittente e dal destinatario, perché protetti dalla crittografia end-to-end. I messaggi sono protetti con un lucchetto, e solo il mittente e il destinatario hanno la chiave speciale necessaria per sbloccarli e leggerli.

Tuttavia a fine agosto, l’applicazione, acquisita nel 2014 da Facebook per 19 miliardi di dollari, ha modificato i termini di servizio.

La privacy su WhatsApp è quindi andata incontro ad una importante trasformazione: è stata resa possibile la condivisione dei dati dei suoi utenti con Facebook. La condivisione riguarda solo le informazioni sull’utente – il suo numero di telefono e le liste di amici, per esempio – e non il contenuto delle conversazioni o i file inviati.

É stato possibile solo evitare che i nostri dati fossero utilizzati a scopo pubblicitario, ovvero usati da Facebook per vendere meglio la sua pubblicità o offrire servizi alle aziende.

Noi lo abbiamo accettato.

Lo stesso WhatsApp afferma sul suo sito ufficiale: L’utente è responsabile della sicurezza del suo dispositivo e del suo account WhatsApp”. Ossia: non rispondiamo della vostra privacy su WhatsApp, fatti vostri.

STUDIARE ALL’ESTERO: #GERMANIA

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Studiare all’estero è fare nuove amicizie, nuove esperienze e provare nuove emozioni. Ma studiare all’estero è anche conoscere un sistema scolastico assai diverso dal nostro, come quello vigente in Germania.

Innanzitutto, se avete intenzione di studiare in Germania, dovete però conoscerne l’assetto istituzionale.

La Germania è una repubblica federale formata da 16 stati, i  Länder, autonomi per quanto riguarda le scelte scolastiche. Tuttavia, il sistema dell’istruzione ha, tutto sommato, le stesse caratteristiche in tutto il territorio.

Se volete studiare in Germania, quindi, fate tesoro di queste informazioni.

In tutte le scuole, di ogni ordine e grado, le ore di lezione durano 45 minuti. Dato che, generalmente, il sabato non si va a scuola, talvolta gli studenti escono da scuola alle 15-15:30 per esaurire il monte ore di 30 ore di lezione a settimana (il numero esatto, ovviamente, varia per indirizzo e anno di studi). Non sono gli insegnanti a recarsi nelle aule degli alunni, ma il contrario.

gymnasium di weidenI giorni scolastici all’anno sono 200, come in Italia. Le vacanze sono ripartite in 6 settimane tra luglio e agosto, 2 settimane a Natale, 3 settimane a Pasqua e 1 a Pentecoste.

Non esiste la figura del bidello. I piccoli lavori manuali sono affidati agli Hausmeister, i custodi della scuola. Le pulizie sono effettuate da una ditta privata.

I voti sono da 1 a 6 fino al 10° anno (attenzione! 1 è il più alto e 6 il più basso) e nel triennio finale da 0 a 15 (15 il più alto, 0 il più basso).

Chi vuole studiare in Germania, inoltre, non può non conoscere la suddivisione dei loro studi.

I primi due gradi di istruzione sono simili ai nostri: dai 3 ai 5 anni si frequenta, se si vuole, il Kindergarten, l’equivalente del nostro asilo, e dai 6 ai 10 anni la Grundschule, l’equivalente della nostra scuola elementare.

Il sistema scolastico tedesco non prevede un equivalente della nostra scuola media.

Al termine della Grundschule, i ragazzi tedeschi devono compiere una scelta riguardo all’orientamento di studi da proseguire. Devono, infatti, scegliere tra il Gymnasium, la Realschule, la Hauptschule e la Gesamtschule.

Al Gymnasium, si studiano dalle 2 alle 4 lingue straniere, tra cui le lingue classiche, ossia il greco e il latino. Se si interrompe lo studio al 10° anno, dunque a 16 anni circa, si ottiene la Mittlere Reife (licenza tecnica). Chi invece prosegue gli studi, ottiene al termine del 13° anno, l’Abitur, equivalente del nostro diploma di maturità.

È considerata la scuola di più alto livello.

Coloro che frequentano la Realschule, invece, studiano 2 lingue straniere. Una volta conseguita la Mittlere Reife, ossia la licenza tecnica, gli studenti hanno accesso agli istituti professionali tecnici, di commercio e al triennio di licei Gymnasien (generici o commerciali).

Al gradino più basso, è considerata la Hauptschule. Questo percorso di studi è intrapreso da chi intende, da adulto, praticare lavori manuali. Al termine della Hauptschule, cioè dopo 9 anni di scuola, è possibile iscriversi alla Berufsschule, dove si apprende un mestiere in particolare.

La Gesamtschule, che sintetizza i tre precedenti indirizzi di studio, non è presente in tutti i Länder.

Studiare all’estero non è poi così difficile, se paragonato allo studio del sistema scolastico italiano.

IL REGIME DELLA COREA DEL NORD

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Il regime della Corea del Nord è stato descritto da Reporter senza frontiere e Amnesty International, organizzazioni non governative che si occupano l’una della difesa della libertà di stampa e l’altra del rispetto dei diritti umani, rispettivamente, come uno stato che “tiene la sua popolazione nell’ignoranza e nel terrore” e che “applica sistematiche violazioni dei diritti umani”. Non a caso, il regime nord-coreano è considerato uno dei più feroci al mondo.

Questo “riconoscimento” è dovuto agli arresti e alle detenzioni arbitrari, alle esecuzioni extra-giudiziarie e ai campi di lavoro forzato in cui viene applicata spesso la tortura a chi è sospettato di ostilità nei confronti dello stato, o meglio dell’ideologia Juche.

Juche_TowerSecondo l’ideologia Juche, basata allo stesso tempo sul comunismo e sul patriottismo, il popolo della Corea deve lottare per l’affermarsi di una società priva di classi: può farlo perché l’uomo è il padrone di tutto (da cui la parola composta ju-ché) e dunque anche della storia. Requisito fondamentale per il raggiungimento di questo obbiettivo è l’indipendenza nazionale. La Juche è rappresentata nel monumento dell’ideologia a Pyongyang, capitale del regime.

L’ ideologia Juche fu formulata nel 1955 da Kim Il Sung, nonno dell’attuale leader Kim Jong Un. Kim Il Sung fu primo ministro della neonata Corea del Nord nel 1948, quando questa cioè si affrancò dal dominio giapponese e, al termine della Guerra di Corea (1950-1953) combattuta tra forze comuniste e le Nazioni Unite, ottenne un potere assoluto.

La Juche prevede anche l’autarchia economica che però non è mai stata applicata. L’ economia nord-coreana dipende infatti dalla Cina, che pesa per poco meno dell’80% sul totale delle esportazioni e delle importazioni (dati al 2015). Se la Cina intendesse chiudere i rapporti, il regime della Corea del Nord morirebbe. 

Strano a dirsi, ma il secondo partner commerciale del regime è la nemica Corea del Sud. I “cugini del sud” vendono ai “cugini del nord” derrate alimentari e carburanti per un volume di denaro l’anno quantificato nel 2005 ad un miliardo di dollari. 04KOREA-web-master768

La fragilità dell’economia nord-coreana,dovuta all’embargo delle potenze estere, inoltre, è sempre stata utilizzata da queste per ricattare lo stato comunista. Nel 2005, ad esempio, vennero promesse al regime forniture di carburante dalla Corea del Sud, dal Giappone, dagli Stati Uniti, dalla Russia e dalla Cina se avesse abbandonato il programma nucleare.

Programma che ebbe inizio nel 2005 e, dopo una breve pausa tra il 2007 e 2009, conobbe una forte spinta da parte dell’attuale dittatore Kim Jong Un, che addirittura si vantò nel 2016 di aver effettuato un test dell’esplosione di una bomba all’idrogeno, l’ordigno più potente al mondo. Le radici di queste prove di forza risiedono, ancora una volta, nell’ideologia Juche e nel motto dello stato  “Nazione potente e prospera”.

Gli Usa si stanno mobilitando: di pochi giorni fa l’invio della portaerei Carl Vinson nelle acque della zona. Il regime della Corea del Nord ha minacciato di affondarla. Venti di guerra.