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UNA NOTTE DA ER SARDINA
Oliviero Riparbelli 11-01-2018 184

Attenzione: i fatti narrati corrispondono esattamente agli avvenimenti reali, i nomi dei protagonisti sono stati modificati per non intaccarne la reputazione.

È la sera di capodanno: quella notte che tutti vogliono rendere indimenticabile, esagerata, senza limiti.
Molto spesso quando si cerca il divertimento ad ogni costo si rimane delusi; altre volte, invece, si vivono avventure indimenticabili che però sul momento sono vere e proprie tragedie per i protagonisti.

Questa è una di quelle volte.

Mancano 10 minuti a mezzanotte, si respira aria di festa, ci sentiamo liberi come quando eravamo ragazzini; fuori le strade sono innevate e il cielo è rischiarato dai primi fuochi della nottata.
Ci stiamo preparando per uscire ma la festa è già cominciata, il clima è leggero, la legna brucia nel camino: il rosso del fuoco, il rosso del vino.
Sembra un momento perfetto, potrebbe essere il preambolo di un bel capodanno, ma non è così.


 
La sventura sta per abbattersi sul nostro amico Er Sardina che, ignaro di tutto, si sta pettinando davanti allo specchio.

Proprio in quel momento un pensiero maledetto affiora alla mente: “dove ho messo il portafoglio?”.
Si sa: per quanto una serata possa essere magica non avere il portafoglio può mandare in frantumi molti propositi e così Er Sardina comincia a cercarlo ovunque, ribalta i cuscini dei divani, guarda sotto al tavolo, corre in camera, infila la testa nel camino ma niente da fare.

“l’avrò perso tornando a casa…”

<<Regà vado a cercare il portafoglio, ci vediamo dopo!>>

L’apprensione dura pochi attimi e continuiamo la festa.
È quasi mezzanotte, usciamo in strada e i piedi calpestano la neve.
Siamo in piazza, è pieno di gente ma forse ci sono più bottiglie che gente; i razzi esplodono in cielo ma anche a terra; i bicchieri battono tra loro, le grida dei ragazzi si confondono con il suono dei botti.

Ecco Er Sardina! – Ha passato la mezzanotte tra la neve in cerca del portafoglio perduto.

<<L’hai trovato??>>

<<No, fanculo! Ma ho portato questo!>>

 Tira fuori un bombone e lo accende; ci allontaniamo.

La bomba non esplode, anche dopo numerosi tentativi di riaccenderla.
Mentre tutti gli altri petardi esplodono Er Sardina sta fisso al telefono per bloccare tutte le carte di credito così almeno potrà passare un capodanno tranquillo.

La piazza si sposta in un pub e i festeggiamenti proseguono sempre più sballati. Ci perdiamo qualche componente del gruppo; ora stiamo camminando verso la discoteca, qualcuno ha preso la macchina, qualcun altro non si sa dove sia.

Cocktail, musica, baci appassionati, musica, sudore, braccia che si muovono scomposte.
Dalla console il dj lancia un annuncio: <<Ragaaa abbiamo qui un iphone, il proprietario può venire a prenderlo, dai dai forza ubriaconi!>>
Er Sardina si presenta in console e recupera il telefono.

La sera di capodanno il telefono è importante: bisogna fare gli auguri alla propria famiglia.

Sto fumando una sigaretta davanti alla discoteca e nella confusione sento Er Sardina urlare al telefono: sta discutendo con il padre; abbiamo alzato tutti il gomito e quand’è così le liti si sprecano.
La telefonata si è svolta più o meno così:

Papà: <<Adesso vengo a Ovindoli e ti rompo il c**o>>

Er Sardina: <<Vieni che ti spacco la testa>>

Un’ora e centocinquanta chilometri dopo il papà der Sardina, che non ha esitato a interrompere i festeggiamenti del capodanno per educare a dovere suo figlio, arriverà a Ovindoli – da Roma - per ristabilire i ruoli.
Volerà qualche ceffone.
Quando si dice che la parola va rispettata sempre.

Ma ora sono ancora le 5 di mattina e Er Sardina, frustrato e arrabbiato, decide di porre fine alle sue sventure e si fa riaccompagnare a casa per mettersi a letto ma una volta arrivato si accorge di non avere le chiavi perché c’è Alessietto dentro.
Senza armarsi di pazienza comincia a bussare:

BUM, BUM, BUM
<<Alessioooo>>
BUM, BUM, BUM, BUM
<<Alessiooooo>>
<<Aleee apri questa cazzo di portaaa!!>>
BUM, BUM, BUM
<<Alessiooo mi devi fare entrare! Apri o t’ammazo!!>>

Alessio con fare esterrefatto apre la porta e torna in camera dalla sua ragazza.

Mentre Er Sardina comincia a spogliarsi l’escalation di sfortuna continua: si accorge di non avere più le chiavi della macchina.

In mutande seduto davanti al camino fissa il fuoco con aria sconfortata, credendo che il mondo stia complottando contro di lui e senza vedere alcuna via d’uscita alla maledizione del “mi-stanno-rubando-tutto”.

“No, no,no…. Non è possibile, non può essere… mi stanno rubando tutto, ma perché, perché ??

Ma Er Sardina non è uno che molla, si infila dei pantaloni e un giacchetto e a piedi affronta la strada innevata contro il fato, di nuovo fino alla discoteca. È qui fuori che, mentre continua a non trovare le chiavi, vede una macchina arrivare in sgommata dalla rotonda: è suo padre.

Sono le 6 di mattina del 1 Gennaio e sembra che le sventure der Sardina siano ormai finite.

Mentre da qualche parte litigava con suo padre e tutti i nostri amici erano tornati a casa, io e Filippo siamo rimasti a piedi in mezzo al nulla, le uniche cose che vediamo sono la neve che ricopre le colline, un benzinaio deserto e la discoteca chiusa. Dimenticandoci di essere arrivati a piedi e credendo di essere lontani anni luce da casa continuiamo e tergiversare aspettando l’aiuto divino.
Ed ecco che guardando meglio nelle tasche della giacca troviamo le chiavi della macchina der Sardina, che lui stesso ci aveva dato perché <<così almeno non me le perdo>>.
Felici come non mai e dopo aver cercato la macchina per il deserto di neve mettiamo in moto e andiamo a casa.

Sono le 9:00 e sono sul divano di casa der Sardina, non ricordo come mi sono addormentato.
Mi sveglio di colpo e vedo Er Sardina davanti a me insieme a un signore sulla cinquantina, <<mi hanno rubato la macchina!! Sono andato dalle guardie a fare la denuncia…>> dice in preda all’agitazione.
Io, capendo che non è aria e credendo che il signore qui presente sia un carabiniere che sta indagando sul furto mi alzo e salgo in camera da letto per riprendere il sonno.

Mentre sono nel letto in dormiveglia alcuni pensieri cominciano a turbarmi ma non ho la forza di seguirli: “non è possibile che creda che gli abbiamo rubato la macchina… sicuramente gliel’avranno rubata stamattina. Sì, per forza”.

Il signore sulla cinquantina era il papà der Sardina, la macchina era stata “rubata” da me e Filippo per tornare a casa. Tra le 7 e le 9 di mattina Er Sardina e suo padre, dopo il rocambolesco litigio, sono stati alla caserma dei carabinieri di Ovindoli per denunciare un furto inesistente. Quanto meno così si sono riappacificati.

Non contento, oltre a denunciare il furto della macchina e per avvalorare la tesi secondo cui lo stavano derubando di tutti i suoi averi, Er Sardina ha dichiarato ai carabinieri che anche il portafoglio era nella macchina. Per questo la denuncia da “furto” è passata a “furto aggravato”.





Quando, grazie ad un’indagine precisa e impeccabile, i carabinieri hanno ritrovato la macchina, il brigadiere di turno si è fatto sospettoso:

<<Signor Sardina, la macchina è stata ritrovata grazie al segnale gps ma era parcheggiata correttamente e, per di più, era chiusa, ritengo dunque che l’abbia usata qualcuno dei suoi amici. Lei ha sporto denuncia e questo è molto grave, adesso deve portare qui il responsabile dell’accaduto e dovremo denunciarlo per furto aggravato>>



<<Svegliati le guardie ti vogliono parlare. C’è l’aggravante>>

Con queste parole Er Sardina prova a svegliare l’amico in coma il primo giorno dell’anno e non avendo successo, torna in caserma per affrontare il brigadiere cercando di mantenere segreta l’identità del ladro.

La situazione si fa tesa in caserma, il brigadiere non vuole capire. Alle 9:30 Er Sardina prova a telefonare al suo avvocato a Roma per difendersi dalla minaccia di una denuncia. Inutile dire che l’avvocato dormiva – per fortuna -

Non sappiamo se la denuncia sia partita o meno ma sappiamo per certo che, una volta tornato a casa, Er Sardina ha ritrovato il portafoglio in salotto.

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