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Finché c'è bagno c'è speranza
Ultimo Banco 21-07-2017 159

Una piccola speranza che ti mantiene in vita durante quelle 6 interminabili ore di scuola e che i più insofferenti vedono realizzata una volta ogni ora.

Il bagno è i 5 minuti più belli dell’ora.

Il bagno è la calma prima della tempesta.

Il bagno è l’ultimo desiderio prima di morire.

“Dunque secondo i calcoli effettuati fin ora, grazie all’applicazione del teorema di Euclide e considerando che l’ariete è in sagittario possiamo affermare senza ombra di dubbio che….”

“Posso andare in bagno?”

“Io sto spiegando!”

“Eh lo so prof. ma a me scappa! Posso andare? Posso andare?”

“E vai al bagno va! Che così forse, almeno per una volta, potrò finire la spiegazione…”

Un grosso sorriso e sei fuori.

Percorri il corridoio velocemente, superi i bidelli intenti a mangiare ciambelle in vista della prossima carestia mondiale, l’aria si fa più respirabile, continuando passi davanti alle porte chiuse delle aule e ti trascini fino al bagno, sfinito.
Aaaaahhh.
Sei dentro. Prendi un grosso respiro. Pensi che prima o poi dovrai morire, ma che adesso va tutto bene.

Incominci a sentirti più leggero, il silenzio è interrotto, a tratti, da suoni sfocati che, a mano a mano, si fanno più vividi. Meravigliosi canti e accordi di pianoforte e, in lontananza, una voce che chiama il tuo nome, potrebbe essere Dio o forse Roger Waters.
Fantastiche luci colorate ti guidano nel buio mentre, fluttuando, ti dirigi verso la fine del tunnel dove vedi una magnifica luce bianca. Adesso la attraversi e riesci a scorgere praterie sterminate illuminate dal sole, dove crescono fiori sgargianti e bellissimi e poi vedi volare delle farfalle dalle ali grandi grandi e dei cerbiatti saltellare tra gli alberi.
“Ao”
Il cielo è attraversato da un fantastico arcobaleno e bellissime ninfe sono sdraiate vicino a una sorgente di cui senti solamente il rumore. Cerchi di ascoltarlo meglio, il suono dell’acqua…
“AOOO, MA CHE CAVOLO FAI”
Non riesci a sentire bene….
“MA SEI DEFICIENTE!?”
Il tuo compagno di banco ti tira un cazzotto in testa e allora, finalmente, lo vedi, scoppi in lacrime e lo abbracci forte, implorandolo: “Aiutami, andiamo via da qui, ti prego”
“Dai sbrigati a tornà in classe che sennò ti mette la nota”

Questa è la prassi: dopo 10 minuti dalla sparizione la prof. sguinzaglia il compagno di banco a cercare il disperso nel bagno e, se lì non fosse, su tutto il piano, poi al piano di sopra e a quello di sotto, poi al bar, nell’atrio e in cortile e se, come avviene in quasi tutti i casi di sparizione, ancora non si trova, è previsto l’intervento dei cani e degli elicotteri.

Ti avvicini al lavandino sconsolato, bevi un po’ d’acqua e ti sciacqui la faccia per essere sicuro di non ricadere nella trappola del bagno.
Guardi l’orologio, chiudi gli occhi per un attimo, solo un attimo, in cerca di qualche minima ragione per non calare un lenzuolo dalla finestra e scappare verso la libertà….

“Ah sì, ecco. Dove minchia lo prendo un lenzuolo!?”

L’orologio dice 12:40.
Non ti resta che tornare in classe sperando che, dopo il cambio dell’ora, non ci sia un’altra ora di matematica.
Ancora non lo sai ma, chiaramente, ci sarà e probabilmente non rivedrai il bagno fino a domani.

Comunque non può piovere per sempre e anche oggi arriverà la campanella finale.

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